L’oro è il metallo nobile per eccellenza, ma dietro la sua lucentezza si nascondono dettagli tecnici che ogni acquirente dovrebbe conoscere. In questo approfondimento, Ledial risponde alle domande più comuni per aiutarti a scegliere il tuo prossimo gioiello con consapevolezza.
Qual è il colore naturale dell’oro?
Il nostro materiale del cuore ha tanti volti: possiamo celebrare un’unione con i classici anelli oro giallo, ad esempio, ma anche sorprendere la persona che amiamo con un raffinato anello oro bianco o un ricercatissimo anello oro rosa. Solo restando nel dominio delle gioie per le dita possiamo notare che ci sono almeno tre colorazioni disponibili, anche se in realtà soltanto una è quella “originale”: l’oro infatti è naturalmente giallo. Le pepite o le pagliuzze di questo speciale elemento chimico, l’Au (dal latino aurum), sono sempre e invariabilmente di un giallo caldo e vivo.
Come nasce l’oro bianco?
L’oro bianco è una lega preziosa nata per necessità storica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il platino fu dichiarato metallo strategico e i gioiellieri dovettero trovare un’alternativa: nacque così l’oro bianco.
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Composizione: si ottiene miscelando l’oro giallo con metalli grigi come nichel, argento e palladio
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La rodiatura: per ottenere quella brillantezza specchiata, il gioiello viene ricoperto da un sottilissimo strato di rodio.
E l’oro rosa?
L’oro rosa è amatissimo per il suo aspetto sofisticato. Il suo colore è dovuto all’inserimento nella lega di rame e argento in proporzioni specifiche, che donano al metallo una tonalità rosata e romantica.
Cos’è la caratura e come si misura la purezza?
I gioielli non sono quasi mai in oro puro (troppo tenero per essere lavorato), ma in lega, ovvero un mix di metalli. La caratura indica la percentuale di oro presente nel gioiello rispetto ad altri metalli.
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24 Carati (999.9/1000): oro puro al 99,9%. È il formato dei lingotti da investimento, dal colore giallo intenso.
- 21 Carati (900/1000): impiegato per lo più per la gioielleria dei Paesi arabi e quelli asiatici.
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18 Carati (750/1000): lo standard della gioielleria italiana. Composto al 75% da oro e al 25% da altri metalli (es. rame, argento).
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Carature basse (14kt e 9kt): comuni nel Nord Europa e in America, contengono meno oro e sono più accessibili.
Curiosità: Il termine “carato” deriva dai semi della pianta di carrubo. Anticamente si pensava avessero una massa costante e venivano usati come pesi di precisione per l’oro e le gemme.
Come riconoscere la caratura di un gioiello?
Il modo più semplice per conoscere la reale caratura di un gioiello è osservare il punzone, ossia il piccolo marchio applicato su tutti gli oggetti in metallo prezioso per certificare titolo e produttore: se hai acquistato un bracciale 18 kt, ad esempio, il punzone dovrà riportare lo stesso dato comunicato dal venditore.
Attenzione alla placcatura
“Placcatura” è un termine piuttosto diffuso che può trarre in inganno. Un gioiello placcato non è altro che un oggetto realizzato in un materiale diverso e successivamente ricoperto da un leggerissimo strato d’oro, e naturalmente ha un valore molto diverso da eventuali omologhi in oro pieno!
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